Questo sarà uno dei primi post stile lenzuolo, ovvero la negazione del concetto di sintesi..
Lunedì 7 agosto: esco presto in mattinata per andare a fare la rinuncia temporanea del medico di base all’asl . Camminando verso gli uffici incoccio un bel gatto nero. Era fermo lì sul ciglio del marciapiede pochi metri davanti a me con l’aria di volersi assolutamente fare, di lì a poco, quattro passi ..
Per chi non mi conosce a sufficienza, dire che sono scaramantica è riduttivo, non cammino sotto le impalcature ne tanto meno le scale, a meno che l’alternativa sia farsi stirare da un camion, per cui ho ovviamente ho cominciato a parlare con il gatto, invitandolo cordialmente ad andarsi a fare un giro da un’altra parte.
Per fortuna mi è stato a sentire ed è rimasto fermo immobile, a guardarmi, forse basito chiedendosi quanto dovessi essere folle per parlare con un gatto nero alle 8 di mattina.
Martedì 8 agosto: nel pomeriggio sono andata dal parrucchiere, nuovo taglio nuovo parrucchiere. Alla fine della piega ero molto soddisfatta del risultato, mi aveva fatto una piega “romantica” a suo dire, semplicemente un po’ ondulata.. che poi sui miei capelli è durata ben poco.., e voleva assolutamente mostrarmi come i capelli stessero bene anche dietro. Serviva uno specchio, più piccolo, per riflettere l’immagine sullo specchio principale.
Il tizio non aveva però fatto i conti con il fatto che avendomi riempito di olio per capelli secchi aveva le mani scivolose e difatti lo specchio gli è scivolato da mano e si è spaccato in tanti pezzetti..
“beh – ho pensato – sfiga sua, l’ha rotto lui..”
Appena arrivata sotto il portone di casa ho citofonato per chiedere se volessero che prendessi qualcosa al bar e, non ci crederete, ma un piccione “si è liberato” proprio sulla mia testa fresca di 28 euro di parrucchiere.
“Porta fortuna” mi sono detta!! E ho tentato di limitare il danno sciacquando i capelli incriminati..
Mercoledì mattina, 9 agosto, il grande giorno:
partiamo alle 8 da salerno, diretti a roma, per il mio volo per Boston.
L’arrivo alle 11 e il check-in ultra veloce, per via del self service della british, mi fanno sperare bene, ma non ho fatto i conti con l’ottusaggine di alcuni stuart repressi.. i problemi sono sorti con il bagaglio a mano, quello “stupido” del check-in non mi accettava il bagaglio a mano perchè le ruote sporgevano di un po’ dalle misure standard.
Corri al piano di sopra acquista un nuovo trolley di poco più piccolo, fai il travaso di tutto quello che avevi scamazzato con fatica nella valigia e butta via quello che non entra.
E si erano fatte le 12 e mezza.
Dovevo andare. Uffi ero tutta agitata per questo imprevisto e dovevo scappare al gate.
Saluto lacrimevole più che pacato (mi sono sciolta sull’aereo!!) anche perché per via dell’imprevisto non ho potuto salutare decentemente i miei, e via al controllo.
Dopo il controllo valigie e il controllo passaporto ho dovuto fare i chilometri per arrivare a quel fo@@@@@@@imo gate C20, prendere anche una navetta e fare una scala a piedi perché la scala mobile non funzionava.
Arrivata giusto in tempo per l’imbarco, dopo esattamente 35 minuti di corsa per arrivare al gate, vedo che il mio volo è co-operato dall’american airlines… penso “che sfiga”…
Salgo e appena mi siedo comincio a piangere come una folle… si siedono accanto a me due signore molto gentili che mi chiedono “can we do anything for you??”
Io.. comincio a ridere e, ovviamente, quando si piange se si ride è la fine! cominci con dei singhiozzi assurdi… e riesco solo a dire “a tissue please..”.
Scopro che anche loro vanno a Boston e cominciamo a parlare. Con una delle due che tanto è tesa che trema tutta con la gamba.. Loro molto garbatamente mi raccontano del loro viaggio in italia, e di quanto giovanni paolo II fosse bello incerato e tutto.. io annuisco contenta di saperlo..
Il volo fino a londra è stato tranquillissimo, solo l’atteraggio un po’ lungo e dondolante. Ma alla fine eravamo atterrate, sane e salve. Ed io ero veramente contenta di non aver sofferto il trasferimento.
Scendiamo dall’aereo e scopriamo che servono 45 minuti per arrivare al terminal 4 dal terminal 1 (non oso immaginare il terminal 5 e 6!!) da dove deve partire il nostro aereo per Boston, BA215, british airways.. obviously.
E quindi
Segui le indicazioni
Ripassa i metal detector e questa volta apri la borsa del computer, caccia il computer, quando superi il metal detector ti fanno fretta per richiudere lo zaino e quasi mi cade tutto quello che avevo nello zaino.
Mi carico addosso la borsa del computer piena di migliaia di cose, il trolley e la borsa in cui malauguratamente, e poi capirete perché, avevo messo il panino della british, perché non avevo fame.
E poi.. segui le indicazioni fai di corsa una rampa di scale a scendere, perché anche qui non c’è scala mobile, e sali al volo sulla navetta che stava partendo.
Arriva al terminal 4
Fatti di nuovo 10 minuti a piedi fino in fondo al gate 11 anche con una certa fretta perché l’imbarco doveva esser cominciato e scopri che l’aereo è in ritardo..
E vabbè
Dopo un’ora di attesa supera il boarding, fatti ancora delle scale e vieni bloccata perché il trolley agli occhi di un’ altro idiota di stuart gli sembrava grande.
Io gli dico che l’ho comprato esclusivamente perché andava bene, ma niente, e quindi smonta la costruzione che avevi fatto tra giubbino jeans e borsa, per essere un po’ più comoda, e sbatti quel dannatissimo trolley pesante dentro la scatola standard in cui deve stare il bagagli a mano, e poi finalmente saliamo sull’aereo
e lì ho la splendida notizia che viaggerò in business class..
Accanto a me un ragazzo indiano che aveva sulle spalle più di 12 ore di viaggio, gentilissimo, tale ashwin che mi aiuta con le valigie, e comincia il viaggio in questi splendidi sedili\letti.
Il cibo è servito in piatti di ceramica , bicchieri di vetro, aperitivo, vino bianco, uno “starter” di tomatoes non male con salad , poi un chicken fricassee molto leggera e calda al punto giusto. Poi una torta molto buona . più avanti mi arriva un mega sandwiches con un bigne al cioccolato e tea.
Tutto molto buono e ben servito.
Fantastico , adoro la business class!!!
Mi sparo due film, ice age 2 e take the lead, sul mio touch screen personale, ascolto un po’ dell’ultimo cd dei sigur ros, sempre all’interno della scelta dell’aereo, e di un concerto live di eric clapton.
Ed eccoci.
Con un’ora di ritardo arriviamo a Boston.
Ma non è finita qui
Dobbiamo farci un’altra bella camminata e
DI NUOVO devo fare una scala non mobile e poi diritti verso la dogana e ritiro bagagli.
Per fortuna non sono sola, ma c’è ashwin con me che deve passare la dogana, lui è arrivvato a Boston per poi andare in Connecticut a seguire un MBA a YALE per due anni.. io piagnucolavo perchè non vedrò i miei familiari per 6 mesi, lui tornerà a casa non prima di dicembre 2007 per via della lunghezza del viaggio e del costo.. ci siamo fatti un sacco di risate pensando alle stranezze degli americani e sul fatto che lui non abbia mai visto la neve in vita sua, e a voglia che ne acchiappa nel Connecticut!
Comunque, ci avviamo e con il computer pesantissimo per via di tutto quello che ho dentro e il trolley e la stanchezza, a stento cammino e ci mettiamo in fila.
Facciamo quei buoni 10 minuti di fila e finalmente è il mio turno
Le solite domande del cavolo della dogana , poi mi “scansiscono”: controllano impronta digitale sinistra, impronta digitale destra e controllano l’iride (non avevo capito che avevano digitalizzata anche quella all’ambasciata italiana!!!) poi sta 2 minuti buoni con il passaporto aperto a mezz’aria affianco al mio viso per vedere se sono io quella della foto (idiota che sei se ho la stessa iride posso mai essere un’altra persona!!!) ed io terrorizzata che non mi riconoscesse perché ho cambiato occhiali..
alla fine, tutto ok, mi sento come se fossi stata una ex carcerata che tentava di fare traffico illegale di qualcosa, ma finalmente è tutto ok (?), mette quello stupido timbro su quelle stupide carte, e mi fa giusto un’ultima domanda..
“ha del cibo con lei?” ed io stupidamente apro la borsa e gli passo il panino ancora sigillato che avevo in borsa e gli dico da grande italiana che sono
“ah si questo me lo potrebbe buttare lei?.. sa non mi andava....”
AHAHAH lui
“noooo deve andare in dogana nella sezione agricultural e dichiarare il panino, loro prenderanno in consegna il panino non può assolutamente lasciarlo qui…”
MA VAFFA…
Vabbè
Minuto in più minuto in meno..
Andiamo ai bagagli
Per fortuna c’è sempre ashwin con me perché i mie bagagli pesano 25 chili l’uno.
Ma alla fine è stato più semplice del previsto perché..
MI HANNO PERSO UN BAGAGLIO!!!
Ero stremata.. nonostante il volo in business class volevo aggredire tutti quelli della british..
E così con il santo di ashwin andiamo a chiedere informazioni e sempre con, a questo punto,
Zaino sulle spalle
Trolley e una delle valigie sul carrello
Il panino da DICHIARARE ALLA DOGANA
Andiamo verso la dogana.
Dichiaro quel benedetto fetente di panino e mi chiedono se ho altro da dichiarare..
ovviamente, avessi avuto anche 10 chili di droga non avrei detto niente
“nope nothing to declare”
Lì c’è ashwin che mi aspetta e ci salutiamo davanti alla porta
Lui è libero di andare, di cominciare la sua avventura, e gli auguro veramente ogni bene.
Io mi sciroppo altri 10 minuti di fila per dichiarare il bagaglio perso.
Una volta là mi chiedono la combinazione del bagaglio, perchè deve essere controllata dalla dogana, il perché sinceramente non lo capisco,spero non trovino niente all'interno che possano ritenere “pericolosa”.
Spero di no, praticamente tutto il mio guardaroba estivo è lì dentro.
Comunque, so di non essere in un paese dove vige la democrazia..( la si esporta però.. :D)
mi sto zitta e obbedisco.
Finalmente esco dall’aereoporto
Distrutta
Sudaticcia e stanchissima, dopo due ore vado a dormire.
Stamattina mi sono svegliata alle 7 ora locale, con le braccia tutte doloranti per aver trascinato le valigie per chilometri, e mi sono connessa ad internet per vedere un pò cosa succedeva nel mondo.. e..
sono rimasta immobile davanti allo schermo leggendo i titoli dei giornali: “londra..attentati.. Boston .. american airlines..british airways”
Ho visto il telegiornale sull’abc e il tg2 su rai international, sciroppandomi tutti i resoconti di come fossero ben organizzati gli attentatori, di come tutto fosse pronto ad essere messo in atto.
E sono ancora un po’ sotto shock..
Insomma nonostante tutto, devo dire che comincio a pensare che l'incoveniente del piccione abbia avuto i suoi benefici effetti :)
Inulte dire quanto mi senta fortunata di essere arrivata il giorno prima del delirio, altrimenti non so come sarei partita e se.. forse imbottita di sonniferi.. ma ne dubito..
e quindi, in queste 4 righe :) sono riassunte le mie prime 48 ore di avventura americana. che di una cosa mi hanno certamente convinta..
adoro la business class!!!
Chiara



Post a Comment